Fig.1: PRI 0033a-d, Frammenti di alzata di coperchio di sarcofago con scena di banchetto e di Giona
Fig.2: Ricostruzione secondo Wilpert 1929-36, tav. CLXVII,5

Descrizione

I reperti sono pertinenti ad una alzata di coperchio di sarcofago riquadrata, in alto, da un listello di cornice appena evidenziato.
Nel frammento PRI 0033a si vedono due figure maschili impegnate in una scena di mestiere. I due uomini, di quello a sinistra si conserva il corpo sino a poco sotto le ginocchia e di quello a destra solo la testa, sono curvi l'uno verso l'alto e si cimentano in un'operazione di travaso da un otre in un altro recipiente, che ormai è del tutto scomparso a causa della frattura del marmo.
Nel frammento PRI 0033b si vede parte dell'immagine che rappresenta un episodio del ciclo di Giona: il profeta gettato dalla nave. Rimane la parte superiore della nave e di due marinai; la vela di maestra è ammainata, al di sopra del pennone sono rappresentate schematicamente le due vele triangolari. La resa stilistica è geometrica, lo scafo è realizzato con segmenti lineari e l'attrezzatura è indicata in modo alquanto rozzo con funi esageratamente grandi. I marinai sono vestiti di tunica manicata e uno di essi, il timoniere, siede su un sedile che fa tutt'uno con la forma della poppa.
Sul frammento PRI 0033c prosegue il racconto dell'episodio veterotestamentario. Si riconoscono infatti, a sinistra, la testa del pistrice con le fauci spalancate che ha rigettato Giona; a destra lo stesso profeta, nudo, sdraiato su una roccia che dorme e in alto la pergola con le cucurbite pendenti.
Nel frammento PRI 0033d è collocata una tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione. inscriptionis, incorniciata da un piatto listello liscio, conservatosi solo per il lato sinistro. Del testo epigrafico, invece, si riconoscono alcune lettere, disposte su due righe e incise con un ductusTracciato, linea, tratto. piuttosto regolare (ICUR IX, 25830). A sinistra della tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione., infine, resta una piccola porzione del campo figurato, che può essere ricondotta al dorso ricurvo di un animale acquatico, non meglio identificabile a causa dell'esiguità del frammento.
Il ciclo di Giona è tra le prime rappresentazioni cristiane in ambito funerario e compare sui coperchi dei sarcofagi dalla seconda metà del III secolo, trovando assonanze iconografiche formali con l'EndimioneEroe della mitologia greca, nell'arte antica viene generalmente raffigurato come un giovane pastore di grande bellezza, anche se alcuni autori lo indicavano come re di Elide. Amato da Selena (Luna), questi gli concesse un sonno eterno per venirlo furtivamente a baciare. pagano (E. Stommel, Zum Problem der früchristlischen Jonasdarstellungen, in Jahrbuch für Antike und Christentum,1,1958, pp. 112-115).
Per quanto riguarda il procedimento iconografico risulta particolarmente diffusa la rappresentazione compendiata della scena con i due momenti chiave dell'episodio: la nave con i marinai e il mostro tra le onde e Giona sdraiato sotto la cucurbita.
L'esecuzione è piuttosto sommaria e il rilievo non è rifinito.

Cronologia

seconda metà del III secolo

Manifattura

romana

Provenienza

Roma, dall'area delle catacombe di Priscilla

Rinvenimento

Scavi del 1890-1906

Materiale

marmo

Stato di Conservazione

Mutili su tutti i lati, tranne lungo il margine superiore. Restaurati nel 2010; il frammento PRI 0033a è stato ricomposto dai frammenti precedentemente indicati con i nn. inv. pri0467 e pri0184; gli altri frammenti accostati avevano n. inv. pri0465 e pri0356.

PRI 0033a altezza:16 larghezza:18 spessore:5

PRI 0033b altezza:16 larghezza:25 spessore:5

PRI 0033c altezza:14 larghezza:23 spessore:4

PRI 0033d altezza:12 larghezza:24 spessore:5

Bibliografia

Deichmann, Bovini, Brandenburg 1967
F. W. Deichmann, G. Bovini, H. Brandenburg, Repertorium der christlich-antiken Sarkophage. Erster Band. Rom und Ostia, Wiesbaden 1967.
Wilpert 1929-1936
J. Wilpert, I sarcofagi cristiani antichi, I-III, Città del Vaticano 1929-1936.
Marucchi 1908
O. Marucchi, La basilica papale del cimitero di Priscilla ritrovata e in parte ricostruita dalla Commissione di Archeologia Sacra, in Nuovo Bullettino di Archeologia Cristiana 14, 1908, pp. 5-126.
Gerke 1940
F. Gerke, Die christlichen Sarkophage der vorkonstantinischen Zeit (Studien zur Spätantiken Kunstgeschichte), Berlin 1940.
Bosio 1632
A. Bosio, Roma Sotterranea. Opera postuma nella quale si tratta di sacri cimiteri di Roma. Compita disposta ed accresciuta dal p. Giovanni Severani da S. Severino, Roma 1632.

Glossario

Ductus
Tracciato, linea, tratto.
Tabula
Tavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione.
Endimione
Eroe della mitologia greca, nell'arte antica viene generalmente raffigurato come un giovane pastore di grande bellezza, anche se alcuni autori lo indicavano come re di Elide. Amato da Selena (Luna), questi gli concesse un sonno eterno per venirlo furtivamente a baciare.

C.S. P.D.S. / B.M.