Fig.1: PRI 0213, Frammento di fronte di sarcofago a scena continua

Descrizione

Il rilievo è pertinente ad una fronte di sarcofago figurato a scena continua.
Al di sotto di un listello liscio piuttosto aggettante si svolge parte del tema figurato, di cui rimangono pochi elementi che tuttavia consentono di identificare la scena con un corteggio dionisiaco.
Si tratta infatti di una figura giovanile nuda e con la clamideMantello corto, affibbiato su una spalla o sul petto, che lasciava libero un braccio o entrambe le braccia, usato dagli antichi Greci e dai Romani. investita dal vento, che svolazza dietro le spalle, seduta sul dorso di un animale con gualdrappa e, al limite con la frattura di sinistra, di un braccio coperto dalla manica, che stringe il tirsoIl sacro Tirso era un bastone rituale attribuito al dio greco DionisoDivinità greca legata alla vegetazione, in particolare alla linfa vitale che, per effetto del calore e dell'umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi. Tra i momenti del suo mito più rappresentati è il viaggio in India, luogo in cui si recò dopo essere stato scacciato dalla dea Era, che lo aveva anche punito con la pazzia, ed in cui ottenne l'immortalità. e ai seguaci del suo culto, satiri e menadi. Era sormontato da una pigna ed attorno ad esso erano intrecciati edera e pampini di vite. Rappresenta la forza vitale del dio che viene instillata nella vegetazione, negli animali e negli uomini.. Anche in questo caso, parte del mantello si velifica, gonfiato dal vento.
Si tratta quindi di DionisoDivinità greca legata alla vegetazione, in particolare alla linfa vitale che, per effetto del calore e dell'umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi. Tra i momenti del suo mito più rappresentati è il viaggio in India, luogo in cui si recò dopo essere stato scacciato dalla dea Era, che lo aveva anche punito con la pazzia, ed in cui ottenne l'immortalità. sul carro trainato dagli elefanti nella rappresentazione del trionfo indiano: il dio stringe nelle mani il KantharosCoppa per bere che nella sua forma più tipica e diffusa è caratterizzata da due alte anse verticali, che si estendono in altezza oltre l'orlo incurvandosi verso di esso, un invaso profondo, leggermente distinto in una parte superiore e una inferiore, quest'ultima distinta dallo stelo da una modanatura ad anello. E' l'attributo tipico di Dioniso. ed il tirsoIl sacro Tirso era un bastone rituale attribuito al dio greco DionisoDivinità greca legata alla vegetazione, in particolare alla linfa vitale che, per effetto del calore e dell'umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi. Tra i momenti del suo mito più rappresentati è il viaggio in India, luogo in cui si recò dopo essere stato scacciato dalla dea Era, che lo aveva anche punito con la pazzia, ed in cui ottenne l'immortalità. e ai seguaci del suo culto, satiri e menadi. Era sormontato da una pigna ed attorno ad esso erano intrecciati edera e pampini di vite. Rappresenta la forza vitale del dio che viene instillata nella vegetazione, negli animali e negli uomini. e la coppia di animali trainanti è governata dal servitore indiano, caratterizzato dalla capigliatura "a boccoli libiciTipica acconciatura a boccoli allineati sulla fronte, lungo le tempi e quindi ricadenti a gruppi tre sugli omeri.".
La figura risulta molto simile per atteggiamento e composizione al corrispondente personaggio che compare in un sarcofago del Vaticano (G. Koch, H. Sichtermann, Römische Sarkophage, Munchen 1982, n. 227, p. 192) o negli esemplari di Villa Pamphilj (Antichità di Villa Doria Pamphilj, Roma 1977, nn. 204-205) e mostra un grado di scioltezza compositiva e di accuratezza dei dettagli che portano a datare il frammento al 215-220 d.C. (v. bibliografia).

Cronologia

primo venticinquennio del III secolo

Manifattura

romana

Provenienza

Roma, dall'area delle catacombe di Priscilla

Rinvenimento

Scavi del 1890-1906

Materiale

marmo

Stato di Conservazione

Mutilo su tutti i lati, tranne lungo il margine superiore. Restaurato nel 2010.

PRI 0213 altezza:25 larghezza:24 spessore:7

Bibliografia

Turcan 1966
R. Turcan, Les Sarcophages romains à représentations Dionysiaques: Essai de Chronologie et d'Histoire Religieuse, Paris 1966.

Glossario

Clamide
Mantello corto, affibbiato su una spalla o sul petto, che lasciava libero un braccio o entrambe le braccia, usato dagli antichi Greci e dai Romani.
Tirso
Il sacro Tirso era un bastone rituale attribuito al dio greco Dioniso e ai seguaci del suo culto, satiri e menadi. Era sormontato da una pigna ed attorno ad esso erano intrecciati edera e pampini di vite. Rappresenta la forza vitale del dio che viene instillata nella vegetazione, negli animali e negli uomini.
Dioniso
Divinità greca legata alla vegetazione, in particolare alla linfa vitale che, per effetto del calore e dell'umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi. Tra i momenti del suo mito più rappresentati è il viaggio in India, luogo in cui si recò dopo essere stato scacciato dalla dea Era, che lo aveva anche punito con la pazzia, ed in cui ottenne l'immortalità.
Kantharos
Coppa per bere che nella sua forma più tipica e diffusa è caratterizzata da due alte anse verticali, che si estendono in altezza oltre l'orlo incurvandosi verso di esso, un invaso profondo, leggermente distinto in una parte superiore e una inferiore, quest'ultima distinta dallo stelo da una modanatura ad anello. E' l'attributo tipico di Dioniso.
Boccoli libici
Tipica acconciatura a boccoli allineati sulla fronte, lungo le tempi e quindi ricadenti a gruppi tre sugli omeri.

C.S. / B.M.