Fig.1: PRI 0255a-b, Frammenti di alzata di coperchio di sarcofago con scene pastorali

Descrizione

I due frammenti ricompongono quasi per intero una alzata di coperchio di sarcofago con tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione. inscriptionis centrale, scene pastorali e maschere acroteriali alle estremità. Ogni campo, figurato o epigrafico, è inquadrato da listelli piatti.
Il settore sinistro, ricomposto da due frammenti, di cui quello estremo recuperato fra i materiali precipitati in antico nelle gallerie catacombali, presenta all'angolo un volto giovanile di profilo, incorniciato da una massa di capelli a singole ciocche arricciate; i tratti del volto sono ben marcati, ma la volumetria è piuttosto schiacciata; lo spigolo angolare non segue perfettamente il profilo del volto. Al di là del listello si svolge la scena pastorale con due pastori in atteggiamento di riposo, il primo appoggia il braccio destro su una sporgenza (roccia o tronco d'albero) sostenendo il capo rivolto verso destra, mentre con il braccio sinistro si appoggia ad un pedumBastone da pastore. capovolto. Lo sguardo del primo personaggio sembra rivolto in direzione del secondo pastore, il quale, poggiato su delle sporgenze rocciose, sta suonando la syrinx; entrambi sono abbigliati in corta tunica e fascae crurales.
Quest'ultimo pastore è affiancato a sinistra da un ariete accovacciato e retrospiciente, posto in alto ad indicare un diverso piano prospettico; al di sotto di questo, si trova un secondo animale accovacciato e retrospicente, potrebbe essere un ovino oppure un cane (diverso trattamento del vello); a destra, infine, una pecora che allunga il corpo e le zampe anteriori per brucare un alberello. Segue il campo epigrafico, ma le fratture della lastra consentono di leggere le sole lettere iniziali di due righe di testo, in greco.
All'estremità destra del secondo frammento, si trova il volto imberbe, con lunghe chiome fluenti e ciocche solcate da incisioni, della seconda maschera acroteriale; la mancanza di caratterizzazione definisce le due teste come semplici maschere giovanili (cfr. T. Brennecke, Kopf und Maske. Untersuchungen su den Akroteren an Sarkophagdeckeln, Berlin 1970). Separata dall'acroterioParola derivante dal greco che genericamente indica qualsiasi parte prominente. Nello specifico indica un elemento decorativo o figurato che corona il vertice o gli angoli di una architettura o di una scultura architettonica. da un listello piatto e riquadrata da una cornice disegnata con un solco in negativo, si svolge un'altra scena pastorale, con un pastore seduto su una roccia che munge una pecora accosciata davanti a lui, mentre un secondo animale si arrampica verso sinistra a brucare un cespuglio.
Il rilievo è reso in negativo e i due frammenti dimostrano una progressiva rifinitura: a destra, alcune figure sono quasi solamente incise; grossolana è la resa dei personaggi, le cui forme risultano del tutto irrigidite ed appiattite nonostante il tentativo di porle su piani diversi.
Questi caratteri suggeriscono di datare il pezzo agli inizi del IV secolo, momento in cui la tematica bucolica e pastorale trova la sua più ampia diffusione; infatti, la tematica pastorale nell'arte funeraria romana trae incremento dalla tradizione letteraria, irrompendo dalla metà del III secolo nella produzione dei sarcofagi (J. Bayet, Idéologie et plastique. III, Les sarcophages chrétiens à "grandes pastorales", in Mélanges de l'École française de Rome – Antiquité 74, 1962, p. 171 ss.): la figura del pastore, sia nelle vesti del crioforoPersonaggio che porta un animale sulle spalle, in genere un vitello o un capretto. Il motivo iconografico compare nell'arte greca fino dal VII sec. a. C. ed ha una notevole diffusione sia, soprattutto, nel periodo arcaico, sia nei secoli posteriori e nell'ellenismo, da dove poi passa nell'arte romana e in quella cristiana. sia nell'atteggiamento di riposo o nell'espletamento delle sue funzioni, diviene simbolo di humanitasConcetto ideale, la cui prima formulazione si ritrova nell'opera letteraria di Terenzio, che esprime una concezione etica basata sull'ideale di un'umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, sensibile e attenta ai valori interpersonali, ai valori romani e ai sentimenti. (cfr. N. Himmelmann, Uber Hirtengenre in der antiken Kunst, Opladen 1980).

Cronologia

inizi IV secolo

Manifattura

romana

Provenienza

Roma, dall'area delle catacombe di Priscilla

Rinvenimento

Scavi del 1890-1906

Materiale

marmo

Stato di Conservazione

Frammentario e lacunoso nella porzione mediana e, parzialmente lungo il margine inferiore a destra. Restaurato nel 2010. Il frammento PRI 0255a è stato ricomposto con il frammento precedentemente indicato con n. inv. pri2353, conservato in catacomba nell'ambiente denominato ipogeo degli Acili. Il frammento PRI 0255b era precedentemente indicato con il n. inv. pri0256.

PRI 0255a altezza:26 larghezza:65,5 profondita:28

PRI 0255b altezza:21 larghezza:52 spessore:1

Bibliografia

Inedito.

Glossario

Pedum
Bastone da pastore.
Tabula
Tavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione.
Acroterio
Parola derivante dal greco che genericamente indica qualsiasi parte prominente. Nello specifico indica un elemento decorativo o figurato che corona il vertice o gli angoli di una architettura o di una scultura architettonica.
Crioforo
Personaggio che porta un animale sulle spalle, in genere un vitello o un capretto. Il motivo iconografico compare nell'arte greca fino dal VII sec. a. C. ed ha una notevole diffusione sia, soprattutto, nel periodo arcaico, sia nei secoli posteriori e nell'ellenismo, da dove poi passa nell'arte romana e in quella cristiana.
Humanitas
Concetto ideale, la cui prima formulazione si ritrova nell'opera letteraria di Terenzio, che esprime una concezione etica basata sull'ideale di un'umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, sensibile e attenta ai valori interpersonali, ai valori romani e ai sentimenti.

C.S. / B.M.