Fig.1: PRI 0679, Frammento di alzata di coperchio di sarcofago con tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione. ansata e campi figurati

Descrizione

Il reperto è pertinente ad una alzata di coperchio di sarcofago di notevoli dimensioni, con tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione. ansata centrale e campi figurati laterali.
La tabella, con anse strette e allungate composte da una doppia modanatura, contiene la dedica per la defunta e trova un preciso confronto con il coperchio di Petronius Melior al Museo del Louvre (F. Baratte, C. Metzger, Musée du Louvre. Catalogue des sarcophages en pierre d'époque romaine et paleochrétienne, Paris 1985, n. 2).
A sinistra di questa rimane una figura giovanile in tunica corta e ampio mantello, che stringe con la destra una lancia e trattiene per le briglie un cavallo. Dell'animale, a destra, restano il muso e la zampa anteriore, ma ne risulta comunque un movimento molto accentuato. La rappresentazione è sicuramente quella di un Dioscuro, al quale dovrebbe corrispondere il gemello dall'altra parte.
A destra invece è rappresentato un giovane nudo, con la clamideMantello corto, affibbiato su una spalla o sul petto, che lasciava libero un braccio o entrambe le braccia, usato dagli antichi Greci e dai Romani. che forma una sorta di collana sul petto, che trattiene un lembo del parapetasmaGrande telo di stoffa appesa tra gli spazi porticati per creare una cesura tra ambienti interni ed esterno. dinanzi al quale è collocato il busto della defunta. Ai piedi del genio un cesto colmo di frutti.
Tipologicamente non mancano confronti per questa scena: l'uso di rappresentare il busto del defunto dinanzi al parapetasmaGrande telo di stoffa appesa tra gli spazi porticati per creare una cesura tra ambienti interni ed esterno. sostenuto da geni o vittorie, nelle decorazioni dei coperchi con tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione. epigrafica centrale, è comune nel corso del III secolo (cfr. Museo Nazionale Romano. Le sculture, I,10,2, Roma 1988, p. 193 ss.); meno frequente è la connotazione dell'erote come genio di stagione (tuttavia cfr. P. Kranz, Die Jahreszeiten-Sarkophage, Berlin 1984, nn. 90, 93). Resta invece piuttosto inusuale la collocazione sull'altro lato della figura del Dioscuro non solo perché non viene rispettata la simmetria dell'impianto decorativo, che generalmente reitera la scena quando c'è un elemento centrale, ma anche perché i DioscuriCastore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti. compaiono, in coppia, su classi di sarcofagi tipologicamente diverse. Frequente è infatti la loro presenza alle estremità di sarcofagi ad arcate con DioscuriCastore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti. (M. Lawrence, Columnar Sarcophagi in the Latin West, in ArtBull 14, 1932; per un elenco dei sarcofagi ad arcate con DioscuriCastore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti.: G. Bendinelli, Sui DioscuriCastore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti. del Quirinale, in Hommages à Albert Grenier, I, Bruxelles 1962, p. 259 ss.) o con campi strigilati e figurati alternati (C. Salvetti, Un sarcofago strigilato con DioscuriCastore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti. e Atlante, in Misc. Mario Santa Maria, Città del Vaticano 1989, p. 77 ss.), in considerazione della pregnanza cosmica e funeraria delle loro figure.
Dal punto di vista stilistico l'alzata di Priscilla ha una resa formale che facilmente consente di inquadrarla nella metà del III secolo, non solo per lo slancio delle figure e per la scioltezza dei movimenti, ma anche per la resa di alcuni particolari, come le chiome, esempio caratteristico di quella tecnica "a canaletto" che appunto è in voga alla metà del secolo (B. M. Felletti Maj, Considerazioni sull'arte del periodo fra Gallieno e la Tetrarchia, in RACr 52, 1976, p.223 ss.). In particolare il frammento in esame si può utilmente confrontare con due sarcofagi anche tipologicamente affini, uno del Vaticano (Kranz 1984, n. 90) e uno di Villa Pamphilj (Antichità di Villa Doria Paphilj, Roma 1977, n. 260), databili al terzo venticinquennio del III secolo.
La stessa cronologia è validata dall'iscrizione, anche se è stato proposto uno slittamento fino al V secolo (sulla questione cfr. FERRUA in bibl.).
Al centro della tabella i nomi in greco della defunta: Claudia Antonia Secundina; sui lati, in verticale i nomi latini Leonti e Lampadi, accompagnati da due lettere di dimensioni minori: F, M.
Alla proposta di de Rossi di leggere la dedica da parte dei figli Leontiun e Lampadius (in vocativo) F(ilii) M(atri) ovvero F(ecerunt) M(atri) alla donna con i tria nomina, Ferrua oppone una seconda interpretazione, ovvero legge la dedica a Claudia Antonia (in dativo) da parte della figlia Secundina. Inoltre suppone Leonti e Lampadi siano i nomi collegiali rispettivamente della madre e della figlia e infine che F M debba sciogliersi: filia matri.

Cronologia

terzo venticinquennio del III secolo

Manifattura

romana

Provenienza

Roma, dall'area delle catacombe di Priscilla

Rinvenimento

Scavi del 1890-1906

Materiale

marmo

Stato di Conservazione

Mutilo su tutti i lati, tranne lungo il margine superiore. Restaurato nel 2010.

PRI 0679 altezza:48 larghezza:105 spessore:4

Bibliografia

Ferrua 1987
A. Ferrua, Iscrizioni pagane della catacomba di Priscilla, Archivio della Società Romana di storia patria vol. 110 (1987) p. 3-20.
Fasola 1961
U. M. Fasola, La regione delle cattedre nel cimitero Maggiore, in Rivista di Archeologia Cristiana 37, 1961, pp. 237-267.

Glossario

Parapetasma
Grande telo di stoffa appesa tra gli spazi porticati per creare una cesura tra ambienti interni ed esterno.
Clamide
Mantello corto, affibbiato su una spalla o sul petto, che lasciava libero un braccio o entrambe le braccia, usato dagli antichi Greci e dai Romani.
Tabula
Tavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione.
Dioscuri
Castore e Polluce, mitici figli di Zeus e Leda. Compivano le loro imprese sempre insieme: Castore domatore di cavalli e Polluce abile nel pugilato. Considerati divinità benefiche e salvatrici, a causa dell'uccisione di Castore per mano degli Afaridi, gli venne concesso da Zeus di vivere assieme alternativamente un giorno nell'Olimpo e un giorno nel regno dei morti.

C.S. / B.M.